Napoli, Sarri promuove Callejon. Lo spagnolo non si tocca
Centoundici presenze e trantadue gol, questo è il biglietto di presentazione per Sarri di Jose Maria Callejon nei soli due anni trascorsi a Napoli. Il giocatore si è imposto sin dalla prima partita e con Benitez è diventato un intoccabile. Sarà l’avvento del nuovo tecnico, sarà il desiderio del presidente De Laurentiis di costruire un Napoli made in Italy, sarà quell’atteggiamento freddo e distaccato, ma a un certo punto l’ex blancos è stato vicinissimo all’addio, destinazione Atletico Madrid.

Che il giocatore faccia gola in Liga e in Premier è fuori di dubbio, mentre l’interrogativo permaneva sulla volontà della società partenopea di liberarsi di qualche pedina, o alfiere, nella vasta trafila di esterni offensivi che compongono la rosa del Napoli. Callejon forse rispetto a Insigne, Gabbiadini e Mertens è quello meno amato da tifo e ambiente, quello apparentemente meno motivato e quindi sacrificabile. Ma non sembra più così: nel prologo dell’era Sarri, Callejon ha insinuato il dubbio, mostrando un atteggiamento volitivo, accompagnato da un indiscutibile tecnica. E allora ecco che la sua posizione cambia. Ieri sera, all’arrivo di Higuain, lo spagnolo è parso entusiasta e motivato, non esattamente il tipico atteggiamento di chi medita l’addio.
Poco importa quindi che nei tabellini estivi, che contano zero, Callejon sia l’unico elemento d’attacco all’asciutto. Ad oggi, la sua posizione, nella testa dell’allenatore, è a Napoli. Poi però ci sono gli altri, per ultimo, secondo indiscrezioni, il Chelsea, di cui si parla di un offerta di 22 milioni. Ma l’abbondanza di esterni della rosa di Mourinho, che sta cercando di liberarsi di un elemento della caratura di Salah (prossimo alla Roma) induce a credere che sia improbabile pensare al blues sul giocatore. Non lo stesso si può dire di Arsenal, Tottenham e West Ham; più di un dubbio che si protrarrà sino a settembre, alla chiusura del mercato.