God Save the Premier. Il calcio inglese arranca
Il calcio italiano attraversa un periodo di crisi ma forse meno profondo di quello che crediamo se paragonato all’odierna pochezza del calcio europeo in generale (fatta eccezione per gli alieni di Real e Barca).

L’Inghilterra, patria del calcio per eccellenza, ad esempio, si ritrova a marzo con una sola squadra ai quarti di finale di Champions (e con un minimo di esperienza del Napoli potevano essere zero) e con nessuna ai quarti di Europa League. La formazione più rappresentativa, il Manchester United, non è stata in grado di superare la fase a gironi (abbordabile) della massima competizione continentale retrocedendo all’Europa meno nobile, dalla quale, a sua volta, è stata eliminata in modo tanto clamoroso quanto netto dall’Athletic Bilbao di Marcelo Bielsa. La Premier, poi, appare assolutamente spenta con United e City ad alternarsi al comando in una gara all’insegna della discontinuità, con un Chelsea imbarazzante e con Arsenal e Liverpool a condurre un campionato del tutto anonimo. Velo pietoso sulla nazionale inglese, che a due mesi dall’europeo si ritrova senza commissario tecnico in seguito alle dimissioni di Fabio Capello dovute ai forti contrasti con la F.A. per il caso Terry.
Pensiamo al nostro di calcio, non siamo messi meglio!!!
Il calcio italiano infatti è in crisi ma quello inglese, tanto decantato, non mi sembra in ottima forma.