Premier League, Di Canio: “Il Sunderland è una squadra allo sbando”
Paolo Di Canio ha parlato ai microfoni di Fox Sports della situazione del Sunderland.

“Con me non è mai successo che i tifosi lasciassero lo stadio in anticipo nonostante i problemi che anche sotto la mia gestione ci sono stati. Non è mai successo perché c’era dignità nei comportamenti e i tifosi lo capivano. In questo caso non lo so, ma di certo la squadra è allo sbando ed è normale che sia così. Non è colpa dei tifosi, che sono fantastici, sono sempre in 45.000 ad ogni partita. Non accettano, come tutte le tifoserie, che si oltrepassi il limite della decenza e si calpesti la maglia. Non parlo di chi mi ha succeduto su quella panchina, Poyet, perché i problemi nascono dall’alto, dal presidente Ellis Short. Io ho salvato il Sunderland quando era in caduta libera: io e il mio staff abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo, in campo ma anche nello spirito. Abbiamo provato a cambiare la filosofia di un gruppo dove in due anni, nonostante tutto quello che succedeva (con giocatori ubriachi o a fare baldoria fino a tardi a pochi giorni di una partita), non era mai stata comminata una multa per indisciplina. Io davo multe anche per cinque minuti di ritardo: perché è una questione di rispetto nei confronti di tutti, serve per mantenere l’ordine nello spogliatoio. Mi sono preso tutte le responsabilità, ma il mio progetto è stato subito interrotto.
L’indecenza adesso è davanti agli occhi di tutti e i tifosi non sono contenti. Ma ripeto, le scelte vengono dall’alto. Quando c’ero io il mercato era in mano a due dirigenti che hanno preso 16 giocatori. Sedici giocatori non validi perché in un anno sono spariti tutti e pure i due dirigenti sono stati cacciati, ovviamente. Questo mercato l’ha fatto Poyet: i giocatori sono tutti suoi, ma è il presidente che prende le decisioni, che dà fiducia o non dà fiducia, che fa le scelte.
Non voglio imputare nulla a Poyet, ma se non multi un giocatore perché hai paura, poi arrivano il problemi. Come quando dai il potere a dei giocatori (per di più scarsi, perché l’anno scorso si sono salvati all’ultima giornata e quest’anno è la stessa storia). Se dai potere a una squadra che non ti dà certezze, una squadra che perennemente piuttosto di conquistare dei meriti sul campo preferisce sperare che ce ne siano 3 peggiori…Questo è un dato di fatto, è lo stato delle cose e i risultati lo dimostrano”.