A tutta tattica – Juve e Napoli, oltre le polemiche
Senza polemiche, sfottò ed insulti a noi il pallone proprio non piace.
Il valore della sfida di sabato, per fortuna, va oltre tutto questo e ci proietta su una sfida che è appena cominciata che, speriamo, duri fino a maggio.

La Juve ha vinto, ma il Napoli non ha demeritato. La partita non è stata spettacolare, perché le squadre si so no annullate a vicenda. Due episodi poi hanno premiato i bianconeri che sono tornati quelli di una volta, non mollano davvero mai.
Mazzarri, che non è nato ieri, ha piazzato Hamsik a uomo su Pirlo. Se da una parte questo ha “neutralizzato” molto la capacità di azione del regista della nazionale, dall’altra l stesso Hamsik non è riuscito a esprimersi a suo volta in fase d’attacco.
Antonio Conte, proprio per eludere questo tipo di marcature, utilizza un secondo regista: Bonucci; è lui che, su passaggi all’indietro dei centrocampisti, lancia lungo in modo da scavalcare la mediana. L’obiettivo è quello di tagliare fuori la difesa avversaria che nel frattempo è salita per fare pressing sul portatore di palla (Pirlo, appunto).
Ma come dicevamo, le squadre sostanzialmente si equivalgono, almeno per quanto riguarda il valore tecnico dell’11 titolare. Per questo lo 0 a 0, fino al gol di Caceres, era stato un risultato giusto.
La Juve però, bisogna ammetterlo, è grande squadra nel dna; qualche difetto c’è, ma sa sopperirlo con la grinta. Ecco che, quando l’attacco non graffia, ci pensano i centrocampisti; e, se la difesa avversaria è un muro, il gol arriva da palla da fermo. Ecco che Caceres subentra ad Asamoah: il primo è un saltatore, il secondo no, sui calci d’angolo difende dalla ripartenze; i difensori napoletani non se ne accorgono, saltano le marcature e arriva il gol.
Il risultato non è determinate ai fini della classifica, è troppo presto. Ma se è vero che la Juve ha vinto, il Napoli ha dimostrato che può giocarsi il campionato alla pari.