Corea del Nord, decisione shock dopo la sconfitta: pena di morte per i giocatori!
Che la Corea del Nord non fosse un’isola felice è argomento risaputo per chi si interessa ai fatti di cronaca estera. Ma la notizia arrivata quest’oggi è di quelle che fanno rabbrividire.

Il leader massimo del paese asiatico, Kim Jong-un, avrebbe deciso di giustiziare in pubblico i calciatori della Nazionale di calcio del suo Paese, rei di aver perso 3-0 contro i ‘cugini’ della Corea del Sud, nel primo confronto ufficiale tra le due squadre dal 1978. Un provvedimento che ha dell’incredibile, eppure guardando alla situazione di terrore creatasi nel piccolo paese del nord-est asiatico negli ultimi anni, sembra quasi una decisione normale. Le politiche estremiste spinte dal dittatore Kim Jong-un sono state perfettamente inculcate nella mente dei cittadini nordcoreani, al punto tale che anche una sconfitta calcistica – a maggior ragione contro i vicini sudcoreani – è passibile di pena di morte. E la cosa più certa è che vista la situazione generale del Paese, in cui la censura arriva in ogni dove, accompagnata a braccetto dal terrore di esprimere le proprie idee, nessuno farà nulla per fermare la (eventuale) decisione di punire con la morte quei giocatori. Giocatori che adesso sarebbero rinchiusi in un carcere di massima sicurezza in attesa della decisione finale da parte del capo di Stato. Finora sono soltanto voci che girano negli ambienti governativi e che arrivano in maniera molto frammentaria nei paesi occidentali (notizia riportata in Italia da ‘Nessuno Tocchi Caino’), ma quel che è certo è che l’inflessibile dittatore non avrà digerito questa dura sconfitta e la punizione, in una maniera o in un’altra, presto o tardi, arriverà.