Juventus, Agnelli: “Ottima prestazione a Berlino. Se l’Italia vuole essere competitiva deve risolvere le problematiche”
Una grandissima stagione, che poteva culminare con la vittoria della Champions League che avrebbe completato il Triplete.

Tuttavia, il successo tanto desiderato non è arrivato e, dopo la sconfitta ai danni del Barcellona, è arrivato il momento di tirare le conclusioni. Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha tracciato un bilancio dell’annata dei bianconeri partendo proprio dalla finale di Berlino, in conferenza stampa: “Usciamo con sensazioni miste dalla partita di Berlino, quando uno gioca una finale di Champions la gioca per vincere. E’ vero che abbiamo perso la finale, ma noi in finale ci siamo arrivati. A Berlino la squadra ha disputato un’ottima prestazione. La partita di Dortmund e la semifinale col Real Madrid sono le partite della svolta nel nostro cammino europeo. Anche ieri avremmo potuto vincere e non posso fare altro che pensare a questo percorso europeo e porlo come punto di partenza per il futuro. Perché Milano è vicina non vuol dire che la giocheremo per forza”. Spazio anche per le parole al miele nei confronti di Massimiliano Allegri, arrivato tra lo scetticismo generale dei tifosi e autore di un ottimo lavoro alla guida di Gianluigi Buffon e compagni. “Il 16 luglio abbiamo presentato Massimiliano Allegri, ecco perché ringrazio Marotta, Paratici e Nedved – ha detto Agnelli –In quei giorni concitati hanno dimostrato calma, Allegri è arrivato in punta di piedi, si è inserito in maniera fantastica, entrando subito in sintonia con una squadra già molto forte. Grazie per il coraggio avuto nel guidare la Juve in quel momento storico. Si è inserito in maniera perfetta nei nostri meccanismi. C’è bisogno di sintonia tra le varie componenti”.
Infine, il numero 1 della Vecchia Signora ha parlato della situazione generale del calcio italiano, elogiando anche l’andamento di Napoli e Fiorentina in Europa League e dichiarando che c’è ancora molto da lavorare: “La nostra dimensione è europea, se l’Italia vuole tornare ad essere competitiva deve confrontarsi con le problematiche nostrane. La finale di champions e le due semifinali di Europa League sono un successo per queste tre squadre, non del calcio italiano. Siamo saliti di ranking. I problemi in Italia ci sono, sono tanti i problemi, dagli impianti quanto meno da ristrutturare. La gol line technology è stata votata all’unanimità in Lega, spendendo tantissimi soldi e stiamo ancora discutendo sul petardo allo stadio nel derby. Questo mi lascia quindi perplesso su quali sono le nostre priorità. Dall’oggi al domani non si può cambiare”.