Juventus, campanelli d’allarme. Ma qual è il problema?
Prima in classifica in campionato, ottavi di Champions e quarti di Coppa Italia. In un calcio in cui troppo spesso e troppo in fretta si cambia idea, non si può certo parlare di una ”crisi-Juventus”. Non si può negare, però, che i bianconeri stanno attraversando un periodo delicato, con qualche problema che non può essere sottovalutato; gli avversari stanno recuperando pericolosamente terreno.
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Foto di Валерий Дудуш – Wikipedia
3 partite ufficiali in questo 2013: passaggio del turno in Tim Cup, ai supplementari e senza brillare, contro il Milan, e 1 punto in 2 match di campionato contro Sampdoria e Parma. Quali sono le difficoltà che, improvvisamente, si sono palesate?
Innanzitutto è immaginabile un richiamo di preparazione durante le festività natalizie, finalizzato allo sprint finale di primavera, che avrà senz’altro appesantito le gambe dei calciatori.
Asamoah, ovvero il miglior esterno juventino di questo primo scorcio di stagione, è volato a giocare la Coppa d’Africa con la maglia del Ghana. Doveva essere sostituito dal neo acquisto Peluso che, però, fino a questo momento, non è visto da mister Conte come esterno del 352, ma come centrale di difesa. Una grana non da poco visto il rendimento non all’altezza della situazione di De Ceglie e Padoin che, a turno, si stanno giocando una maglia da titolare sull’out mancino.
Da non sottovalutare nemmeno il serio problema muscolare che ha fermato Giorgio Chiellini; oltre alla sua grinta nella difesa a tre, sono venute a mancare anche le consuete proiezioni offensive, palla al piede, che spesso creavano la superiorità nemerica.
Dulcis in fundo, le condizioni fisiche dell’attaccante più decisivo: Mirko Vucinic. Il montenegrino soffre, ormai da alcune settimane, di un problema alla caviglia e l’allenatore è costretto a centellinarne l’impiego. In questo inizio anno è sempre partito dalla panchina, per poi subentrare viste le difficoltà della squadra. Quando è stato mandato in campo, anche malconcio, ha subito dato brio, estro e imprevedibilità ad una squadra spenta.
Spetta, a questo punto, ad Antonio Conte trovare delle soluzioni in grado di tirare fuori la squadra da questo delicato momento. Non è plausibile aspettare semplicemente che i carichi di lavoro vengano smaltiti o che gli infortunati recuperino; forse un momentaneo passaggio al 442 è l’ipotesi da prendere maggiormente in consderazione.