Sedici punti sulla terza a cinque turni dal termine: la Juventus è nella fase a gironi di Champions League
La Juventus veniva da due settimi posti consecutivi e quest’annata sarebbe dovuta essere quella della rinascita. Da qui la decisione di chiamare in panchina Antonio Conte, storico capitano bianconero, alfiere di tante battaglie con la maglia bianconera. E da questa sera, un obiettivo è stato matematicamente raggiunto.

Per la concomitanza del pareggio della Lazio con il Lecce ed il 4-0 rifilato dalla Juve alla Roma, la compagine bianconera è matematicamente qualificata alla fase a gironi della prossima Champions League.
Un traguardo a cui, nello scorso luglio, pochi credevano. Il nuovo allenatore poteva essere un’incognita, così come alcuni nuovi acquisti – di sicuro non Andrea Pirlo – ed invece la Juventus s’è dimostrata un rullo compressore, un tank inarrestabile: ad oggi sono 33 giornate di campionato e 33 giornate senza sconfitte, unica squadra imbattuta e miglior difesa d’Europa, il centrocampo che attualmente è secondo solo a quello degli alieni del Nou Camp.
Mister Conte ha dimostrato una duttilità che nessuno gli riconosceva – anche perché prima di quest’anno non c’era -. L’integralista del 4-2-4 ha saputo adattarsi anzitutto ai propri giocatori, poi anche all’avversario. Resosi conto che non poteva rinunciare a Vidal, ha cambiato il proprio modulo base in un 4-3-3 che vedeva il cileno insieme a Marchisio e Pirlo a centrocampo, con il tridente Pepe-Matri-Vucinic in avanti. Il tecnico salentino ha poi scoperto che la sua macchina perfetta funzionava anche con il 3-5-2, con i due esterni – De Ceglie e Lichtsteiner soprattutto – più alti e con i tutti e tre i difensori centrali schierati dietro a far da barriera davanti a Buffon.
Già detto del perfetto centrocampo e della ritrovata stabilità difensiva, cui va data gran parte del merito ad un rinato Barzagli, c’è invero da dire che l’unico reparto un po’ asfittico è stato quello offensivo. Il capocannoniere è Matri, che ha però segnato solo 10 reti. Vucinic gioca ad intermittenza, alternando grandissimi momenti a lunghe pause, Quagliarella ha trovato la forma solo in questi ultimi tempi, Del Piero sta ritagliandosi un posto da protagonista per il poco tempo che gli viene concesso, mentre Borriello è un vero e proprio oggetto misterioso.
In ogni caso, la Juventus è di certo la squadra più bella da vedere del campionato italiano. Una squadra che corre per 90′, pressa fino ad asfissiare l’avversario e che costruisce un numero considerevole di occasioni da goal – seppur non segni tantissimo in percentuale a quanto produce – e che, come scritto poc’anzi, è al momento la miglior difesa d’Europa. Non è infine da sottovalutare il fattore “Juventus Stadium”: giocare nel dominio juventino è riuscito a mettere in soggezione tutti gli avversari venuti a Torino, grazie soprattutto all’enorme spinta della tifoseria.
Il primo obiettivo la Juventus di mister Conte l’ha matematicamente raggiunto. Ha tre punti di vantaggio sul Milan secondo a cinque giornate dal termine, con un calendario che, sulla carta, appare agevole. Sei vittorie consecutive dopo il 4-0 alla Roma: con altre quattro vittorie, solo dodici punti, e quello che ad inizio anno – e tutt’ora era un sogno per i bianconeri ed un obiettivo concreto per il Milan diverrà realta.