Un ”Pozzo” di soldi. C’è chi non ci rimette col calcio
L’Udinese, quest’anno, sta dimostrando che i risultati della scorsa stagione non sono stati frutto del caso, ma derivano da competenza, competenza e ancora competenza.

Al di là del rendimento sul campo, di grandissima rilevanza, alla vigilia del fair play finanziario, è il patrimonio faraonico che i friulani hanno in termini di giocatori. La società dei Pozzo, dopo aver ceduto a peso d’oro nell’ultimo mercato estivo Sanchez (37.5 mln), Inler (15 mln) e Zapata (9 mln), hanno ancora in casa moltissimi pezzi tanto pregiati quanto ambiti; Handaovic, Benatia, Armero, Basta, Isla, Asamoah, e ultimo in ordine di arrivo, l’esterno offensivo Pereyra (classe 1991), solo per citare i più importanti. Tutt’altro che trascurabili anche i due ”leccesi” Cuadrado e Muriel, impegnati in Puglia in una difficile salvezza ma di propietà dell’Udinese. Questi giocatori sono sul taccuino dei migliori club europei, soprattutto di Premier, e il loro valore complessivo supera tranquillamente i 100 milioni di euro. Una dimostrazione che il calcio, fatto in modo intelligente, con competenza e senza pressioni, può essere (difficile a credersi) un grande business. Chissà cosa succederebbe se Gino Pozzo e Fabrizio Larini fossero chiamati ad occuparsi del mercato del Manchester City…