Talent Scout, la scommessa di Soccer Magazine: Jean Marie Dongou Tsafack
Un “canterano” del Barcellona occupa la scena della rubrica settimanale “Talent Scout”: il suo nome è Jean Marie Dongou Tsafack

STORIA
Dongou nasce il 20 aprile 1995 a Douala, importante città del Camerun. Viene aiutato nella crescita, anche calcistica, dall’associazione del più illustre Eto’o,
la “Samuel Eto’o Foundation”. Questa ha sede sia a Douala che a Barcellona: proprio per questo motivo Dongou, all’età di 13 anni, veste per la prima volta la maglia blaugrana. Entra infatti a far parte del Barcellona Cadete A, squadra giovanile. Nell’estate 2011 entra a far parte della squadra Juvenil, ed a fine stagione si ritrova ad esser chiamato a giocare la Next Generation Cup con la maglia del Barcellona B: la competizione per lui si rivela un vero trampolino di lancio, infatti Dongou impressiona e porta a casa il trofeo di capocannoniere, seppur il torneo viene vinto, come ben sappiamo, dall’Inter Primavera di Andrea Stramaccioni. Dongou viene quindi premiato anche in patria, come miglior giovane camerunense del 2012. Attualmente gioca ancora nella squadra B del capoluogo catalano, ma ha già esordito lo scorso mese in prima squadra firmando anche più volte il tabellino nel corso di amichevoli estive.
MERCATO
Dongou solo da pochi mesi ha compiuto i 18 anni pertanto si pensa che possa firmare il primo vero contratto da professionista nel corso di questa stagione.
Presto troverà posto anche in prima squadra, seppur solo da riserva, ma che potrebbe già significare per lui un ulteriore passo verso il calcio che conta.
Il Manchester City ha messo gli occhi su di lui, ma di cessioni in casa blaugrana non se ne sente nemmeno parlare.
CARATTERISTICHE
Sarà che è cresciuto nella “Eto’o Foundation”, sarà che è nato a Douala, stessa città del campione del Chelsea, sarà il colore della pelle o la maglia che attualmente veste, ma tutti gli indizi portano a lui: Samuel Eto’o. Dongou è a tutti gli effetti l’Eto’o che avanza: forza fisica, velocità e fiuto del goal, proprio le caratteristiche che hanno reso l’ex Inter il giocatore africano probabilmente il più forte della storia. Ama giocare da punta centrale, sebbene non sia un attaccante boa ma piuttosto ama sfruttare le sue qualità anche per dialogare con i compagni. Nel 2011 è stato inserito dalla rivista Don Balon nella lista dei 101 maggiori talenti nati prima del ’91 (ricordiamo lui è un classe ’95).